Per le imprese agricole, escluse dal nuovo sistema dell’iper ammortamento, la legge di bilancio per il 2026 ha istituito un nuovo credito d’imposta 4.0.
L’OBIETTIVO
L’obiettivo del Credito d’imposta è quello di supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi ordinari e in tecnologia 4.0.
IL CONTRIBUTO
Il credito d’imposta per il 2026 prevede un contributo pari al:
- 40% dell’investimento e fino ad un tetto massimo di 1 milione di euro di spesa.
Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 e non sarà soggetto ai limiti annuali solitamente previsti per l’utilizzo dei crediti fiscali.
CHI PUÒ ACCEDERE?
Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese agricole residenti nel territorio nazionale, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.
Sono perciò inclusi sia i contoterzisti sia le imprese agricole, anche individuali, che si avvalgono del regime forfettario, ed il beneficio è valido indipendentemente dalla capacità o meno dell’azienda di produrre reddito.
L’incentivo non è accessibile per gli investimenti dei soggetti che possono beneficiare del credito ZES e dell’iper-ammortamento (Legge di Bilancio 2026, Art. 1 comma 456).
QUALI MACCHINE AGRICOLE RIENTRANO?
Per quanto riguarda i trattori e le macchine da raccolta, le dotazioni necessarie per rientrare tra i beni 4.0 sono le seguenti:
- Telematica con funzione di trasferimento dati
- Sistema di guida assistita del mezzo e scambio bidirezionale dei dati con cloud.
Per tutte le altre macchine agricole, le dotazioni variano a seconda della natura della macchina, ma restano comunque validi i due vincoli fondamentali dell’automazione e dell’interconnessione.
COME FUNZIONA
Per conoscere le modalità di presentazione si deve attendere il decreto attuativo.
Sarà richiesta una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale dei conti. Per le aziende non obbligate per legge alla revisione legale, la norma prevede che le spese per la certificazione, fino a un massimo di 5.000 euro, siano riconosciute come un incremento del credito d’imposta stesso.
Nella bozza non è ancora stato inserito l’obbligo di perizia o dichiarazione del legale rappresentante che attesti la rispondenza dei beni ai requisiti della normativa, ma secondo gli addetti ai lavori, questo obbligo sarà richiamato nel decreto attuativo.
LE SCADENZE
Il periodo di riferimento per gli investimenti va dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. È prevista una finestra temporale più lunga, fino al 30 giugno 2027, a condizione che entro la fine del 2026 l’ordine sia stato accettato dal fornitore e sia stato versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo totale.
La Legge di Bilancio 2026 prevede attualmente uno stanziamento di risorse pari a 2,1 milioni di euro. L’operatività dello strumento verrà inoltre definita da un decreto ministeriale.







